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Comunicato Stampa - CdM 16/10/2017  
     
     
23/10/2017
Presentata la Legge di Bilancio 2018 > Tutte le novità in materia di Lavoro
Il Consiglio dei ministri, nella riunione n. 51 del 16 ottobre 2017, ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 ed al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. Tra le voci principali della manovra, si conferma la sterilizzazione totale delle clausole di salvaguardia per un totale di 15,7 miliardi. Si eviterà quindi per il 2018 l’aumento delle aliquote Iva e delle accise. Gli altri interventi prevedono per il prossimo anno 300 milioni di investimenti pubblici aggiuntivi, che diventano 1,3 miliardi nel 2019 e 1,9 miliardi nel 2020.

Per le politiche a favore dei giovani (essenzialmente la riduzione del cuneo fiscale per le nuove assunzioni con i contratti a tutele crescenti) sono previsti circa 300 milioni che salgono a 800 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020. Un’attenzione particolare è riservata alle misure di lotta alla povertà, con il reddito di inclusione che viene potenziato di complessivi 300 milioni per il 2018, cifra che si aggiunge agli 1,7 miliardi già previsti a legislazione vigente.
 

Si potenzia, infine, il contrasto all’evasione fiscale, con l’implementazione di misure già sperimentate, come la fatturazione elettronica e lo split payment (la cui estensione è prevista del decreto fiscale già approvato dal Consiglio dei ministri).
 

Il pacchetto Lavoro

Un nutrito pacchetto lavoro, con nuovi sgravi contributivi per le assunzioni dei giovani, che valgono per il solo 2018 nei confronti di lavoratori fino a 35 anni, proroga incentivi imprese 4.0, con l’abbassamento dell’aliquota del superammortamento al 130% (dal precedente 140%) e l’introduzione di un credito d’imposta per la formazione, APe Sociale agevolato per le donne con figli. Sono le principali misure contenute nella legge di bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri di lunedì 16 ottobre.
 

Assunzioni agevolate

A decorrere dal 1° gennaio 2018 i datori di lavoro del settore privato che assumono giovani con contratti a tutele crescenti [leggasi: contratto a tempo indeterminato ai sensi del dlvo 23/2015] beneficeranno di uno sconto triennale sui contributi previdenziali pari al 50% (esclusi i lavoratori domestici). L’esonero spetta anche per le assunzioni avvenute nei mesi di novembre e dicembre 2017, ferma restando la decorrenza [leggasi: dell’agevolazione] dal primo gennaio 2018.  Lo sconto contributivo si applica anche nei casi di prosecuzione di un contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato [leggasi: qualificazione], qualunque sia l’età anagrafica al momento della prosecuzione e quando un datore di lavoro assume, entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio, studenti che abbiano svolto percorsi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato per il conseguimento del titolo di studio [leggasi: Apprendistato qualificante o di primo livello].

Altri dettagli che si capiranno meglio nelle prossime ore e nei prossimi giorni: la conferma del bonus previsto nella manovra dell’anno scorso per le assunzioni di giovani che hanno concluso da non più di sei mesi il percorso di studi, con decontribuzione al 100%. Si tratta del rafforzamento del sistema duale. Altre misura per l’occupazione, le risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, e l’assunzione di 1500 ricercatori universitari.
 

Incentivi formazione e 4.0

Introdotti gli incentivi per la formazione on the job: un credito d’imposta al 50%, su un tetto di spesa pari a 1 milione di euro. Si applicherà in base agli accordi aziendali di secondo livello, e riguarderà l’intera spesa in formazione 4.0 sostenuta dall’azienda (non solo quella incrementale rispetto all’anno passato, come avviene invece per il credito d’imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo).
 
Per quanto riguarda le altre misure che vanno a rinforzare il Piano Industria 4.0, proroga al 2018 per il superammortamento investimenti in beni strumentali, che però scende al 130% (dal 140% degli ultimi due anni). Pare che resti al 140% l’agevolazione limitatamente all’acquisto di software. Resta invece al 250% l’iperammortamento, che riguarda gli investimenti in macchinari digitali.
 
 

Misure per il mezzogiorno 

Viene rifinanziata per il biennio 2018-2019 la misura che prevede l’ampliamento del credito di imposta per acquisto di bene strumentali nuovi destinati a strutture produttive del Sud. Vengono prorogate le agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato nel Mezzogiorno, agevolazioni complementari a quelle già previste dalla normativa nazionale. Tra gli altri interventi figurano l’incremento delle risorse del Fondo sviluppo e coesione rifinanziando la programmazione 2014-2020 e l’istituzione del Fondo imprese Sud volto alla crescita dimensionale delle piccole e medie imprese.


Pensioni e decreto fiscale

Il capitolo pensioni diventerà più chiaro nei prossimi giorni, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha indicato che ci sono misure sull’APe social. Via libera alle misure che agevolano le donne: sconto di sei mesi per ogni figlio sul requisito contributivo, fino a un massimo di due anni (quindi a una donna con quattro figli bastano 28 anni di contributi). Non si esclude l’ammissione al beneficio dei disoccupati rimasti involontariamente senza lavoro per scadenza del contratto a termine. Non c’è, invece, lo stop agli incrementi automatici delle aspettative di vita dal 2019, che era una delle richieste dei sindacati in sede di negoziato sulla fase due della Riforma Pensioni.
 
Il capitolo fiscale, in gran parte contenuto nel decreto approvato venerdì 13 ottobre (che contiene fra le altre cosa la rottamazione bis), prevede la proroga degli incentivi per ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica nell’attuale misura, quindi al 65 e 50%, con una rimodulazione per quanto riguarda alcune operazioni ammesse all’ecobonus (che scendono al 50%). Introdotto un bonus verde del 36% per la riqualificazione di giardini, terrazzi, aree verdi private.
 
Fra le altre misure, risorse aggiuntive al fondo per la lotta alla povertà, finanziamento della cassa integrazione per imprese di interesse strategico e le aree di crisi complessa.


Fonte: PMI.it / DottrinaLavoro.it 

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